La Prostatite

La Prostatite

La prostatite è un’infiammazione della ghiandola prostatica e rappresenta la patologia più frequente che può colpire la prostata, spesso anche nei giovani.


Le prostatiti sono classificate dal 1978 come batteriche, acute e croniche, abatteriche e prostatodinie(queste ultime due definizioni sono cambiate in “dolore pelvico cronico” nel 1995).


In genere la prostatite batterica acuta si presenta con febbre anche molto alta, urinocoltura positiva e difficoltà ad urinare a causa di una prostata gonfia e dolente. Spesso questa infiammazione è dovuta a batteri coliformi o enterococchi o nei casi più seri a Pseudomonas.


La prostatite batterica cronica può essere caratterizzata da infezioni vescicali recidivanti e costituisce solo il 10% di tutte le prostatiti. Tale infezione è resistente al trattamento e, alla sua sospensione, i sintomi possono ripresentarsi rendendo necessaria la prosecuzione della terapia spesso per lungo tempo.

Nella diagnosi si è rivelata spesso utile, soprattutto in un passato recente, la tecnica descritta da Meares e Stamey. E’ detta tecnica dei “quattro bicchieri” e serve a localizzare la provenienza dell’infezione. Se è presente nel “primo bicchiere” sarà coinvolta l’uretra, nel secondo contenitore vi sarà il getto urinario medio di provenienza vescicale e quindi l’infezione interesserà tale organo. Per ottenere il terzo campione verrà effettuata un’esplorazione rettale con massaggio prostatico per ottenere alcune gocce di secreto direttamente dalla prostata. Il quarto e ultimo campione, ottenuto dalla minzione subito dopo il massaggio, eventualmente confermerà la presenza prostatica del germe.


Nella prostatiti abatteriche c’è un’infiammazione nelle secrezioni dopo esplorazione rettale, ma non si riesce ad individuare un germe responsabile. La sintomatologia in questi casi è caratterizzata da disturbi urinari, dolore perineale o ai testicoli, “fastidi” inguinali, minzione urgente, sangue nello sperma e eiaculazione dolorosa.


La prostatodinia è considerata una forma di dolore pelvico o “sindrome dolorosa pelvica” nell’ambito delle prostatiti non sicuramente batteriche. Provoca dolore in assenza di precedenti infezioni delle vie urinarie e con un secreto prostatico normale e sterile.

 

La terapia delle prostatiti è in genere medica anche se nelle forme croniche più gravi ed in rari casi ben selezionati, può essere proposta anche una terapia chirurgica o con mezzi fisici (microonde o laser).
La prostatite batterica acuta, in particolare, può essere un’infezione molto seria. Anzitutto occorre risolvere l problema della possibile ritenzione di urina: se compare, è necessario in molti casi il ricovero ospedaliero ed il posizionamento di un catetere vescicale per il drenaggio delle urine. Gli antibiotici oggi ritenuti più efficaci sono i fluorochinolonici (ciprofloxacina, levofloxacina) per la loro buona diffusione nel liquido prostatico, e vanno somministrati a lungo, anche dopo la scomparsa della febbre.
 

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